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WP 1.5 Dati paleoclimatici da carotaggi sedimentari di piattaforma continentale

Negli ultimi decenni, numerosi gruppi di ricerca nazionali e internazionali hanno focalizzato la propria attenzione sullo studio dell’evoluzione climatica dell’Olocene in sedimenti prelevati nell’area mediterranea. In particolare, il bacino del Mediterraneo, in ragione della sua stretta relazione con le masse continentali influenzate da processi climatici diversi, permette di documentare fenomeni evolutivi del clima sia a scala globale sia nell’emisfero settentrionale. Infine, va precisato che i settori marini di mare basso (piattaforma continentale) sono archivi naturali per il monitoraggio dei cambiamenti climatici a breve termine e per il monitoraggio dell’impatto antropogenico sul sistema mare.

Task 1. Per rendere disponibili le informazioni sulla storia climatica e ambientale contenute nei sedimenti marini, questo Task sarà dedicato a raccogliere e analizzare carote di sedimenti marini, con particolare attenzione a quelle prelevate in ambiente di mare basso e focalizzandosi sulle dinamiche climatiche del Mediterraneo negli ultimi due millenni. La possibilità di potenziare l’archivio di dati per questo intervallo temporale (estremamente limitato per il Mediterraneo) potrà fornire nuove ipotesi di lavoro per l’implementazione dei modelli numerici che si propongono di simulare come il Mediterraneo, e in particolare il settore marino-costiero, abbia risposto alle passate dinamiche climatiche.

Task 2. Verranno studiate le carote marine campionate durante le campagne oceanografiche NEXTDATA-2014 e NEXTDATA-2016 condotte nei mari Adriatico e Tirreno. Questo studio sarà rivolto all’identificazione, in un quadro cronologico ad alta risoluzione (Tephra, 210Pb, 137Cs e 14C), delle principali oscillazioni paleoclimatiche (a scala decadale e/o secolare) riconosciute negli ultimi 2000 anni nel Mare Adriatico e nel Mar Tirreno. La successione degli eventi paleoclimatici identificati attraverso l’interpretazione della risposta biotica (plancton calcareo e pollini), associata ad analisi geochimiche (condotte su specie selezionate di foraminiferi) e degli alchenoni, finalizzate alle ricostruzioni della Sea Surface Temperature (SST), verrà confrontata con i dati ottenuti dallo studio delle carote prelevate durante le campagne oceanografiche precedenti in altri settori del Mediterraneo. Questo confronto permetterà di verificare l'eventuale sincronia fra oscillazioni climatiche a breve e lungo termine nel Mediterraneo e le variazioni della SST.

L'analisi dei dati permetterà anche l’individuazione di possibili periodicità nei proxy paleoclimatici, riconducibili a frequenze note di oscillazione climatica. Il confronto tra i proxy continentali (contenuto pollinico) e quelli marini (plancton calcareo) consentirà di comprendere le possibili interazioni tra questi diversi ambienti e di rilevare i potenziali effetti sull’ecosistema marino e quello continentale riconducibili alle rapide oscillazioni climatiche, registrate negli ultimi due millenni.

Particolare attenzione sarà attribuita alla ricerca, nei keysites del Bacino del Mediterraneo, di eventi paleoclimatici riconducibili sia a forzanti regionali (effetto di impatti antropogenici) sia a forzanti globali e alle relazioni tra cambiamenti culturali e oscillazioni climatiche negli ultimi due millenni.

Task 3. Realizzazione di un database delle cronologie ottenibili dai livelli Tephra da sedimenti marini e da laghi d'alta quota in Italia centrale e meridionale.